IL PARTO NATURALE : la leggenda del dolore che si dimentica

Non posso citare, causa censura, le parole "precise" che ha usato una cara amica dopo il suo di parto.

Vi dico solo che è l’esperienza nella quale la filosofia di #bemombebrave trova la sua perfetta collocazione 😃


Quel che voglio fare con questo post è lasciarvi alcune riflessioni che vi aiuteranno ad affrontare il parto, punti di vista che, per me, hanno fatto la differenza.

La mia esperienza la troverete sul finale. E' quella di un fortunato parto naturale in acqua.

Ve l'hanno già detto in tanti che tutto può succedere, io voglio raccontarvi che tutto può andare bene. Sarà difficile e forse lungo ma andrà tutto bene.


il tuo corpo sa partorire, i bambini sanno nascere

Chi scrive non è sicuramente miss coraggio, anzi. La paura del parto mi ha fatto compagnia fin dall'inizio della gravidanza. Ma non fino alla fine! C’è stato un momento in cui qualcuno mi ha insegnato a non usare più la parola dolore (o dolore atroce 😃) e a sostituirla con forza.

Questo qualcuno è stata un’ostetrica, Elena, con la quale abbiamo fatto un percorso pre-parto io e il mio compagno. Lo racconterò in uno dei prossimi post perché si merita una parentesi dedicata.

Quindi la prima cosa che vi consegno è questa...la parola FORZA.

E non è una cosa che avete mai sperimentato, ve lo assicuro. Ogni fibra del vostro corpo si attiva e collabora con un’energia inaudita. Ma nel parto naturale non è corretto parlare di dolore.

Se vi capita, come è successo a me, una dilatazione lenta, potrei dirvi che sarà sfinimento o panico perché non sapete quanto durerà ancora e avrete paura di non farcela. E’ una forza talmente potente da portare il vostro corpo fuori dagli schemi sperimentati.

E’ un istinto animale quello che avrà la meglio e la vostra mente non lo accetterà facilmente e remerà contro facendovi dubitare. Se succederà, ricordate a voi stesse di non ascoltare quella vocina interiore che ha paura di non farcela.


La seconda cosa è LASCIAR ANDARE.

Quando si pensa al parto l’immagine più comune è di una povera donna provata e distesa che viene incitata a spingere. Ecco, va un attimo rivisto l’immaginario.

Il parto non è una spinta continua e solo se la esercitate alla massima potenza si risolverà nell'uscita del neonato. E’ un percorso molto più complesso fatto anche di pause per dormire, di tanti respiri profondi per rilassare, di momenti in cui spesso si riesce a mangiare e anche di spinte, ma solo quando è il momento giusto e quando sarà la contrazione a suggerirvelo. Arriverà da dentro la forza, il vostro corpo la avvertirà e e l’energia che vi sta attraversando farà il resto.

Dovrete solo assecondarla e alimentarla fermando la mente.

Il parto naturale può essere lungo ed estenuante? Certo ma vi richiede tempo perché vi permette di maturare cosa sta accadendo. Lo permette a voi e al vostro bambino. Inutile dirvi che è un lavoro di squadra!


La terza e ultima cosa è L'ISTINTO, il vostro istinto, quello di cui vi dovete fidare dal concepimento in avanti.

A mio avviso il parto è un rito di passaggio così profondo e così significativo perché è l'unico modo per fermare realmente la nostra parte razionale e metterci in connessione con la creatura appena nata. Richiede una trasformazione. Questo esserino che viene romanticamente descritto come un angioletto in realtà è un animaletto senza filtri che vi metterà a nudo come nessuno mai, perché è istinto puro.


Buona parte di queste cose me le avevano spiegate per bene ma, come al solito, le ho comprese solo dopo averle vissute.

Ma non sarete sole. Avrete un compagno a fianco che risponderà ad ogni vostra richiesta e un'ostetrica che vi ricorderà sempre cosa è il meglio per voi. Connettetevi con loro e fidatevi.


Ma, in primis, fidatevi del vostro corpo e, se possibile, lasciatelo lavorare senza intervenire con l'epidurale.

Informatevi bene da professionisti sui pro e contro l’epidurale, su cos’è e sui rischi.

Quel che posso dirvi io nuovamente è che in quel momento in cui vi sembra di non farcela, ma il tutto sta procedendo in maniera naturale, è la paura che sta vincendo, non è il vostro corpo che non ce la fa.

E’ difficile, questo è certo. Io per prima l’ho invocata nei momenti più bui.

Se possibile non interrompete neanche per qualche minuto quel filo che vi connette al vostro bambino. Lui ha bisogno di essere collegato ad ogni cellula del vostro corpo. Non iniziate da qui a fargli sperimentare il distacco.

Se sarà necessaria saranno i medici a consigliarla. Sappiate solo che la fare più difficile è la dilatazione, il finale è potente ma scivola via veloce e sarete pronte per affrontarlo in barba alla stanchezza.



📝 CONSIGLI PRATICI CHE AVREI VOLUTO LEGGERE 📝

  • scegliete un corso pre-parto di qualità e nel quale sia coinvolto anche il vostro compagno, farà la differenza. Vi permetterà anche di avere coscienza delle fasi e delle decisioni da prendere.

  • scrivete il vostro piano del parto. Vi potete far consigliare da chi tiene il corso o dalla vostra ginecologa (se di vedute larghe). Vi permette di fare il punto assieme al vostro compagno su alcune questioni e con una certa lucidità e può aiutare quando arrivate in ospedale. Non va presentato come un documento perentorio all'ostetrica di turno ma come l'inizio di un dialogo.

  • dedicate tanto tempo prima al vostro pavimento pelvico. Acquisire elasticità vi sarà fondamentale nel momento clou e può prevenire o ridurre le eventuali lacerazioni. Io, su consiglio ostetrico, ho usato un dispositivo che si chiama Epinò. Vi passo i dettagli se ci servono.

  • quando preparate la borsa non dimenticate il sacchettino con le prime cose necessarie alla mamma. Ci ricordano tutti di preparare il primo cambio per il bimbo ma in realtà, anche la mamma sarà nelle mani di una ostetrica che dovrà trovare facilmente in valigia il cambio necessario. Anche se state benissimo, spesso preferiscono lasciarvi stese e pensare a tutto loro.

  • sempre in fase di preparazione borsa fare uno zainetto separato che ci seguirà in sala travaglio e parto. Questo perché è probabile che vi facciano depositare la valigia in stanza e poi scendere giù. Bene se avete con voi tutto già organizzato: acqua, cibo, elastici per capelli, accappatoio…etc.

  • esistono le brave persone, sia tra il personale dell’ospedale che come compagne di stanza. Fidatevi e arriveranno. Non fatevi problemi a chiedere ogni minima cosa. Ricordatevi sempre che è un percorso pieno di punti di domanda. Meglio approfittare del momento in cui avete risposte pronte. Avrete tempo per improvvisare quando sarete a casa da sole.

  • non sottovalutate l’allattamento. Anche su questo tema dedicherò una riflessione molto più approfondita perché può mettervi alla prova molto più del parto. Ma non dovete assolutamente rinunciare, soffrire in silenzio, riempirvi di sensi di colpa. Fatevi aiutare fin da subito. Vi assicuro che è una salita che mette spesso a dura prova ma, conquistata la vetta, sarà tutto semplice e migliorerà la qualità di vita di entrambi.


📝 LINK UTILI 📝

http://www.mamaste.it/

https://www.uppa.it/nascere/parto/periodo-prodromico-e-travaglio/



IL NOSTRO PARTO

Siamo arrivati in ospedale verso le 4 del mattino e Camilla è nata alle 19.30. Tante ore nelle quali il mio corpo si è preparato passo passo.

Mi sono presentata in ospedale con il piano del parto, che vi posso condividere se vi serve come esempio. C'erano le nostre preferenze che ho sottoposto a ostetriche e medici con tutta l'umidità del caso. Precisando che mi fidavo di loro ma che volevo anche renderli partecipi di una serie di riflessioni che avevamo fatto.

Non so se questo abbia fatto gioco nell'assegnazione dell'ostetrica, ma è arrivata la persona giusta al momento giusto. Ha creduto più lei di me nel parto naturale. Parlo di quei momenti nei quali invocavo l'epidurale ma, non avendo seguito la procedura preventiva e non avendo complicazioni, non la potevo più fare (la scelta migliore che abbiamo fatto).

Assenza di complicazioni e ostetrica preparata mi hanno consentito anche di fare il parto in acqua. Era uno dei miei desideri. Appena sono entrata ho sentito i muscoli distendersi e le carezze dell'acqua hanno reso lungo e piacevole ogni intervallo tra una contrazione e l'altra. Ricordo di essermi appisolata spesso. Con ovvi risvegli bruschi :-(

Alle 19 l'ostetrica mi ha detto che se ne sarebbe andata da lì a mezz'ora per il cambio turno e io ho detto a Camilla che dovevamo sbrigarci. Dopo questo viaggio assieme non poteva andarsene senza vederla nascere. E così è stato, alle 19.29 per la precisione!

In realtà a quel punto si è fermata di più per concludere anche il post, tanto cara.

Quando la nostra pesciolina è sbucata dall'acqua ho cominciato a sentire tutta la stanchezza venire a me. Tante ore praticamente senza cibo e con un corpo travolto dall’energia. Senza tralasciare il fatto che ho vocalizzato a volumi crescenti per tutto il giorno. Ce l'avevo tra le braccia ma non riuscivo realmente a realizzare cosa era successo. Ero stanca e fragile e avevo sul petto una frugola piena di vita e di energia. Ricordo quei momenti ancora in maniera confusa ma c'è un breve video che il mio compagno è riuscito a girare nel quale canto alla piccola. Non mi ricordo neppure di averlo fatto, ma c'era una parte di me che sapeva cosa e come fare, anche se il mio corpo si stava riposando e la mente era poco lucida.

Penso sia la cartina tornasole del misto di dolcezza e stanchezza che si prova in quel momento.

Del dopo vi dico solo che ha dormito di fianco a me, nel lettone, fin dalla prima notte.

Certo parlare di "dormire" in ospedale è improprio. Siamo svenute entrambe e abbiamo cercato di dormicchiare tra un rumore e l'altro del reparto.

La cosa straordinaria è che poche ore dopo il parto avevo riacquistato le forze e se non fosse stato per il fastidio dei pochi punti, non avrei scommesso di essere stata io la stessa persona che era riuscita a spendersi in un esercizio di forza così immane.

Sul finale di giornata mentre scruti questo esserino per imparare a riconoscerlo, ti tocchi la pancia tremendamente vuota e ti rendi conto che nessuna parola riuscirà mai a descrivere la meravigliosa esperienza che ti è stato concesso di vivere.

Per rispondere al punto di partenza: no, non è un momento che si dimentica ma si comprende dopo quanto tutto sia stato funzionale e perfetto, anche la fatica immensa ❤️



Concludo ribadendo la frase iniziale dell'ostetrica Elena. Io me lo ripetevo spesso e spero sarà anche uno dei vostri mantra:


il tuo corpo sa partorire, i bambini sanno nascere

Per informazioni, domande o curiosità scrivetemi qui.