L'epopea dell'ALLATTAMENTO AL SENO

Come sono stati i primi giorni di allattamento per me?

Un dramma!

Ve li racconto oggi, durante world breastfeeding week 2020, perché ci tengo tanto a dirvi che anche per me non è stato facile all'inizio. Ma si è risolto tutto con gli aiuti giusti e un po' di perseveranza.

Anzi, si è rivelato un prezioso e comodo alleato nei mesi successivi.


Due premesse prima di iniziare :

-Ogni esperienza è a sé ma fa bene conoscere anche storie diverse e rendersi conto che, dietro alle immagini idilliache di mamme che allattano, c'è tanta perseveranza.

-Non c'è giudizio verso scelte diverse ma c'è la volontà di seminare conoscenza e consapevolezza su un tema che vive di falsi miti. Ogni mamma deve poter ascoltare il suo istinto per trovare la soluzione migliore per lei e per il suo bambino, libera da condizionamenti.


Ma veniamo al racconto.

Venne il parto e venne anche quel momento magico in cui ti appoggiano la bimba vicino al seno per far sì che si attacchi subito.

La famelica Camilla non si è certo tirata indietro. Penso di aver avuto già lì il sentore che sarebbe stato meno semplice del previsto. L'istinto di questi piccoli esserini è spettacolare, sanno dove andare, ma quel che non è scontato è che riescano ad attaccarsi bene. In quell'occasione l'ostetrica ci ha aiutati e la via sembrava segnata.

A poche ore dal parto, mi ritrovo nel mio letto d'ospedale con lei di fianco. Impossibile dormire. La ammiravo cercando di rendermi conto del miracolo in carne ed ossa che avevo davanti.

Ma si sveglia e comincia a piangere. Siamo sole, non c'è più l'ostetrica a guidarci e nemmeno il papà a rincuorarci. Provo in maniera goffa ad attaccarla ma non c'è verso. Per fortuna ho una compagna di stanza che accorre in mio soccorso ma la bimba non smette e non si riesce ad attaccarsi al seno. Arrivano le infermiere ma niente, il pianto continua . Mentre loro confabulano, io inizio d'istinto a canticchiare qualcosa. Lei si calma. Ci lasciano sole di nuovo e lei si riaddormenta.

Il primo giorno è stato sereno nonostante il caos della vita ospedaliera. La pesa del secondo giorno però, ha messo tutti in allarme.

Vero che c'è il calo di peso fisiologico ma era troppo repentino. Andava verificato l'allattamento e valutata un aggiunta, aka latte artificiale. La differenza l'ha fatta la consulente sull'allattamento con la quale abbiamo rivisto assieme l'attacco e il numero di poppate. E' stata lei che, per far reagire i miei occhi lucidi e indifesi, ha sentenziato "non sarà necessaria l'aggiunta, sono sicura che voi due ce la farete".

È così è stato. Anche perché non vedevo l'ora di tornare alla pace di casetta nostra e questo era un passaggio fondamentale. Da metà del secondo giorno il peso ha iniziato a crescere di nuovo.

Risolta qui?

Claro che no. Mai svegliare il can che dorme, dicono. Da quando siamo arrivati a casa, sembrava che Camilla avesse aumentato anche la fame. Voleva mangiare spesso e non era mai soddisfatta. Il tutto mi aveva provocato anche delle lacerazioni e attaccarla era un atto di forza.

Quanto ha pianto nei primi due giorni a casa non lo so dire. Il ricordo è ancora fresco e mi verrebbe da dire ininterrottamente.

Non è stato così per fortuna ma il senso di frustrazione mi ha portata a chiedere a Lui, alla fine del secondo giorno, di andare a comperare il tiralatte e annessi (importante è anche la scelta del biberon).

Il dolore era troppo. Non ce la facevo più. Un atto di egoismo che ci ha salvate, entrambe.

Da lì è iniziata la liason con il tiralatte.

Chi lo ha provato sa cosa significa vedere il proprio figlio mangiare per la prima volta dal biberon con un piacere estremo. Sul finale quella espressione serena e appagata, da pancia piena. Non gliela avevo mai vista prima.

Era un confronto ad armi impari e io ho deposto le armi affinando di pari passo la scaletta giornaliera che mi permetteva di tirare il latte prima che la signorina affamata si svegliasse.

Devo anche ammettere che avevo bisogno di tempo, il mio corpo ne aveva bisogno. Dovevo ritrovare fiducia in me stessa. Lo dico spesso che la forza di Camilla mi aveva travolta.

Per un mese scarso le miei giornate erano scadenziate in maniera precisa.

Ma poi è arrivato l'imprevisto, ossia un guasto che ha solo evidenziato la dipendenza dal tiralatte.

Fuori programma che mi ha portata a ritentare l'allattamento al seno.

Un momento che ha annullato i troppi tentativi precedenti perché si è risolto in naturalezza, senza cercare posizioni tecnicamente perfette.

Io non sentivo più dolore e ho lasciato fare a lei. Alle sue guanciotte che il bibe aveva rinforzato, alla mia centratura interiore che ha fatto il resto.


Non è finita qui l'epopea. Verso i tre mesi Camilla ha avuto un blocco di crescita di peso. Non importante ma sufficiente a far alzare la soglia di attenzione della pediatra. Perché dunque non riaprire la parentesi allattamento e i relativi sensi di colpa? Facciamo ritornare in campo l'ipotesi dell'aggiuntina, ossia del latte artificiale?

La centratura di cui sopra mi ha permesso, post lacrimuccia iniziale, di cercare delle soluzioni diverse. Ho rimesso al centro me stessa, in sintesi. Perché mi ero dimenticata di prendermi cura nuovamente del mio corpo. Io non ho beneficiato della maternità, quindi il ritorno al lavoro, anche se morbido, è stato quasi immediato.

Nell'incastrare tutto mi ero dimenticata di fare delle pause, di bere tanto, di fornirmi di un integratore più adatto a me, di aiutarmi con delle tisane specifiche. Super mix che ha portato i suoi frutti in breve tempo.

In quel periodo ho anche incontrato Daniela Nicolin, consulente in allattamento materno IBCLC e il suo progetto Casa di Ida. un incontro che mi ha dato la spinta che mi mancava per fidarmi al 100% di me stessa, della nostra forza, senza paure.


Da lì ad oggi, quindi a nove mesi, tutto prosegue. Evolve con lei, ma prosegue ancora.

Gli incastri sono sempre impegnativi ma sempre meno necessari. All'ultimo controllo mi sono sentita dire che è cresciuta tanto rispetto ai primi mesi. Ho sorriso guardano che avevamo sforato la teorica curva di crescita.


Non ho scelto di allattare solo per i benefici che poteva avere nella crescita di Camilla, anche se ce li avevo chiari.

L'ho fatto e lo faccio ora perché sento che è quello che serve a lei.

Non c'è razionalità alla base di quella che, più che una scelta, è stata una conseguenza del restare in ascolto.

Pensare che sia solo un nutrimento per il corpo sarebbe riduttivo.


Però devo sottolineare che, ad di là dei benefici più noti, penso che nella fase di svezzamento, l'allattamento a richiesta sia stato un prezioso alleato.

Sembra assurdo visto che è il periodo in cui, secondo i più, dovrebbe diminuire. In realtà nell'alimentazione complementare a richiesta (autosvezzamento) va in parallelo e ti consente di affrontare il percorso con una serenità impagabile.

Quando parlo di serenità intento quei momenti in cui puoi far avvicinare tuo figlio gradualmente al cibo senza preoccuparti del quanto mangia. Non deve finire una ipotetica quantità prevista da una tabella teorica, ma deve conoscere gli alimenti, imparare il piacere di stare a tavola e di condividere. Dopo ogni pasto cercherà il seno se ne ha bisogno e per la quantità necessaria.


Senza tralasciare poi che, nei momenti di difficoltà (febbre, raffreddore e alterazioni varie) il bimbo non avrà lo stimolo della fame ma continuerà a prendere il vostro latte perché è il nutrimento migliore per reagire e stare meglio.

È tutto lì mamme. La natura è perfetta e i nostri corpi sono programmati per prendersi cura di questi esserini al meglio. Fidatevi di voi stesse e restate in ascolto. Tutto il resto non conta.

Per me leggervi è sempre un regalo e ringrazio per ognuna delle condivisioni che avete fatto perché, in questi mesi, mi hanno aperto mondi da esplorare. Ma la scelta finale è solo della vostra famiglia, papà compreso.



BREVI NOTE SULLE SOLUZIONI ADOTTATE:


1.TIRALATTE

Ne abbiamo provati due e il migliore, anche se di fascia media di prezzo, è stato questo:


2. SACCHETTI RACCOLTA LATTE

Con il tempo e la volontà di tenerne un po' da parte per utilizzarlo quando non c'ero, questi si sono rivelati i più utili:


3. BIBERON

Sceglietelo bene e fatevi consigliare un prodotto che sia adatto nel caso in cui il latte artificiale o l'uso del tiralatte, sia solo una fase passeggera. Esistono prodotti che simulano la suzione e facilitano il ritorno indolore all'allattamento al seno non appena mamma e bimbo sono pronti

Noi abbiamo usato questo: