La Leggerezza

L‘ho adorata e contemporaneamente odiata l’altra sera. Sto parlando di Sabrina Ferilli e del suo finale di monologo impreziosito della citazione di Calvino che amo tanto e che, chi ha lavorato con me, si è sentito ripetere all’infinito.


“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore”.

Una frase di una semplicità disarmante della quale oggi vi voglio raccontare di più.


È lo stesso Calvino, in “Lezioni americane” a svelarci che la sua interpretazione del concetto di leggerezza attinge al mito di Perseo.


Perseo si trova infatti davanti la Medusa. Il suo obiettivo è arrivare alla sua testa ma è ben consapevole del fatto che non la può guardare altrimenti verrà pietrificato.

Cosa si inventa allora? Spinge lo sguardo altrove e incontra uno specchio. L’immagine indiretta gli garantirà di agire senza restare vittima della Gorgone.

Ma la storia tra i due non finisce qui.


Perseo non abbandona la testa mozzata, la porta con sé, nascosta in un sacco.

Quando i nemici stanno per sopraffarlo, basta che egli mostri sollevandola la chioma di serpenti che quella spoglia sanguinosa diventa un’arma invincibile nella mano dell’eroe.


Cosa ci dice il mito, tra le altre cose?

Che Perseo riesce a padroneggiare quel volto tremendo tenendolo nascosto.

È nel rifiuto della visione diretta che sta la forza di Perseo, ma non in un rifiuto della realtà che egli porta con sé, che assume come proprio fardello.


Quel fardello del quale parla Calvino quando dice “non avere macigni sul cuore”

Quel fardello di cui liberarsi riuscendo appunto a “planare sulle cose”


Ma essere leggeri non significa essere superficiali. Continua infatti dicendo:

“la leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso”.


Leggerezza è capacità di non dare peso all’inessenziale, ma di liberarsene.


Sono felice che la Ferilli ci abbia rimesso in testa questa citazione e che sul finale abbia ricordato a tutti di ripartire dalle nostre storie. Lì dentro c’è autenticità e onestà.